Bologna, in tenda in piazza Maggiore per il diritto all’abitare

Il 20 e il 21 settembre, a Bologna, si è tenuta un’istruttoria pubblica sul disagio abitativo. In Comune si è discussa l’elaborazione di proposte per la redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale, la formazione del bilancio di previsione, la regolamentazione degli affitti turistici e la stesura di un piano complessivo dell’abitare. Ad avviarla è stata Pensare Urbano, il laboratorio “per il diritto alla città” che riunisce associazioni, sindacati, collettivi, spazi sociali, studenti, docenti, ricercatori: nei mesi scorsi ha raccolto le 2.235 firme necessarie per portare il dibattito in Consiglio Comunale.

Proprio gli attivisti di Pensare Urbano hanno organizzato in piazza Maggiore, fuori dal palazzo del Comune, una “tendata” per il diritto all’abitare. Lamentano una vera e propria emergenza abitativa nel capoluogo emiliano. Fra le richieste che avanzano ci sono la regolamentazione di Airbnb, la necessità di rivedere il canone concordato e quello per gli studenti, che riguarda solamente un ragazzo su cinque. Infine, una mappatura degli alloggi sfitti.

Cosa accadrà ora?

Lo spiegano gli stessi attivisti di Pensare Urbano: “L’amministrazione ha un massimo di sessanta giorni per formulare un ordine del giorno da portare in votazione in Consiglio Comunale. L’istruttoria é stato solo un primo passo, e come comitato promotore continueremo a fare pressione e costruire momenti di analisi e mobilitazione, affinché vengano rispettati gli impegni presi e soprattutto ne vengano presi tanti altri. Ora l’amministrazione sa che non ci sono più alibi: in tantissimi sono disposti a mobilitarsi e ad attivarsi per il diritto alla casa, e non tollereranno più rinvii e interventi poco efficaci. Insomma, abbiamo appena iniziato a farci sentire!”.

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