A Roma tutto Bnb

(0 Reviews)
Roma
Write a Review 0 Favorites

«La città sta cambiando, a Roma si cominciano a trovare interi palazzi in cui tutti gli appartamenti sono adibiti a casa vacanza». A raccontare il cambiamento che attraversa la capitale è Gian Battista Mura, un locatore che questo fenomeno lo ha conosciuto da vicino. «Ho cominciato con Airbnb per prova 10 anni fa con una casa di mia proprietà, poi è diventato un business che mi è scoppiato letteralmente tra le mani… Ora tra gestione e proprietà mi occupo di 13-14 unità».
Il regime fiscale che si applica alla locazione turistica è molto vantaggioso: chi affitta un immobile paga il 21% di tasse. Ma il problema, spiega Mura, è che «se confronti il numero degli annunci sul sito e poi vai in Comune a chiedere le licenze emesse vedrai che il 60% almeno degli annunci non esistono in Comune». Esiste un’ampia zona d’ombra fatta di persone che
affittano il loro appartamento sul sito di Airbnb, ma poi non dichiarano la loro attività.
Parallelamente si sta verificando un altro fenomeno. Se la piattaforma di affitti online era inizialmente il rifugio di giovani e viaggiatori zaino in spalla, oggi non è più così: «La stessa piattaforma ha lanciato Airbnb plus – conclude Mura – ora è diventato una professione in cui c’è gente che affitta case vacanze di lusso. Se tu puoi spendere 200-250 euro a notte una volta andavi diretto in hotel, oggi ti affacci anche su Airbnb».

Questa situazione ha messo in grave allarme gli albergatori. Per Giuseppe Roscioli, vice presidente di Federalberghi Roma, «il concetto di sfruttare un appartamento per locazione turistica non è sbagliato, ma il problema è che in Italia si sfruttano lacune della legge. C’è un’illegalità diffusa quasi al 90%».

Se infatti il locatore Airbnb non censito paga tasse pari a 0, all’albergatore o anche ad un semplice bed and breakfast spetta una tassazione del 50% o di più. Roscioli denuncia un sistema fuori controllo: «Basta vedere cosa è successo con la ritenuta d’acconto al 21%, una norma di un anno fa che Airbnb non ha mai pagato e nessuno gli ha mai detto niente».
Una situazione che sta cambiando profondamente anche il tessuto commerciale della capitale: «Non esistono più quelle attività destinate al cittadino come barbierie, mercerie, ora ci sono solo negozi di souvenir. Roma non è un museo a cielo aperto – chiosa Roscioli – abbiamo ambasciate, il Vaticano, uno stadio importante, il governo… questa è una materia su cui si fa finta di non vedere».

Impossibili da non vedere, invece, sono i numeri di Airbnb a Roma.  Su InsideAirbnb è possibile consultarli nel dettaglio. Ma basta dare uno sguardo a queste elaborazioni per rendersi conto come il centro storico di Roma assomigli sempre più ad un gigantesco Bnb.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *